
DIRITTO ALL’ACCESSO ALLE RETI INFOTELEMATICHE
Aprile 7, 2020
Il COVID-19, l’istruzione e la libertà sostanziale
“Fosse per me, inserirei una modifica costituzionale: il diritto all’accesso alle reti infotelematiche”.
Lo ha detto a gran voce il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte durante la conferenza stampa da Palazzo Chigi di lunedì 6 aprile 2020.
Numerosi i temi trattati dal premier e dai ministri del Governo, tra i quali il decreto Liquidità Imprese, la valutazione degli studenti per l’anno scolastico 2019/2020, ma anche il diritto all’istruzione strettamente connesso all’accesso a internet.
Scuola aperta a tutti
Lunedì 6 aprile l’ISTAT ha messo nero su bianco che un terzo delle famiglie italiane non ha un pc, quindi presumiamo neanche un’idonea connessione internet a casa. Dato significativo in un momento storico in cui l’istruzione passa attraverso reti internet e relativi strumenti tecnologici.
La Costituzione, ricordiamo, stabilisce che la scuola sia aperta a tutti. Cosa si può fare, allora, per aiutare gli studenti delle famiglie meno benestanti o in digital divide?
“La possibilità di collegarsi a internet dovrebbe essere ormai un diritto costituzionalmente tutelato – ha commentato il premier Conte -. L’articolo 3 della Seconda Costituzione fotografa un concetto bellissimo, quello della libertà sostanziale”.
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Rimuovere gli ostacoli
“L’articolo prevede che la Repubblica rimuova gli ostacoli affinché tutti possano realmente concorrere alla nostra comunità nazionale, da tutti i punti di vista – prosegue Conte – e cioè che tutti possano partecipare alla vita politica, economica, sociale, culturale del Paese. Ebbene, oggi lo strumento di partecipazione efficace, migliore e concreto è l’accesso a internet”.
Coerentemente con questa linea, sono stati stanziati dei fondi per consentire alle scuole di poter offrire delle reti infotelematiche a tutti gli studenti. A parlarne la ministra dell’istruzione nel Governo Conte II, Lucia Azzolina.
“Sono stati stanziati 85 milioni di euro, di cui 70 milioni dedicati ai device. Questi soldi tra venerdì 3 e lunedì 6 aprile sono arrivati nelle casse degli Istituti scolastici e saranno spesi per l’acquisto di tablet e pc per tutti gli studenti meno abbienti, perché il diritto all’istruzione deve essere costituzionalmente garantito”.