Il lavoro e la scuola ai tempi “dei virus”

20 Febbraio, 2020

Scuola online, videochat aziendali, smart working e altre metodologie di studio e lavoro “da casa” spopolano già da tempo, ma si sono intensificate in Cina, in maniera direttamente proporzionale al diffondersi del coronavirus. Un disagio, quello del virus, in parte arginato dalla possibilità che il mondo internet offre oggigiorno, ossia quello di adempiere al proprio operato da qualsiasi luogo, purché connessi.

Ritorno sui banchi… di casa

Non solo lavoro “smart”, ma anche studio “smart”. Sempre in Cina, per arginare gli effetti dell’epidemia, è in corso il più grande esperimento mai fatto di scuola digitale: 169 lezioni in 12 materie caricate via internet per essere seguite su pc e telefonini, e 50 milioni di studenti da gestire. Il dato confortante è che la Cina, sul fronte istruzione, è avanti tecnologicamente, poiché è il primo Paese ad aver intrapreso la strada di un’istruzione digitale, con piattaforme in cui l’AI fornisce ai ragazzi programmi di studio personalizzati.

Telelavoro is the way

“Un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda, facilitato dall’uso di strumenti informatici e telematici e caratterizzato da una flessibilità sia nell’organizzazione, sia nella modalità di svolgimento”. Questo è il telelavoro. E non è una questione di virus o meno. Molte ricerche hanno dimostrato (e stanno dimostrando) quanto questa modalità di lavoro sia produttiva, efficace e veloce.

Qualche numero

Nel 2019 erano 570mila i “lavoratori agili” in Italia, un +20% rispetto al 2018 (fonte: Osservatorio smart working del Politecnico di Milano). Ma c’è il rovescio della medaglia: secondo i dati Eurostat, il Bel Paese è ancora sotto la media europea per uso di vantaggi tecnologici, e questo perché non c’è ancora stato uno “switch”. Non si è ancora, in pratica, superato un ostacolo patologico: non c’è il coraggio, soprattutto da parte dei “capi”, di affidare i compiti a casa ai propri dipendenti.

Rimane fissa l’idea del lavorare in un’azienda, di recarsi in un luogo per adempiere alle proprie mansioni, seppure l’epoca in cui viviamo permetta di svolgere da remoto la maggior parte dei lavori (sia chiaro, non tutti!).

Smart workers poco produttivi?

No, esattamente il contrario! Favorendo contesto piacevoli, accade esattamente il contrario.
Chi pensa al lavoro da casa come a un ostacolo alla produttività viene smentito da una ricerca. Uno studio del 2015 dell’Università di Stanford (California) ha evidenziato che la produttività tra i dipendenti dei call center di un’agenzia di viaggi cinese era aumentata del 13% con il telelavoro.

Connessi ovunque

“La connessione vien dalla campagna”. Parafrasando la nota poesia di Leopardi riconosciamo che con gli strumenti tecnologici messi a disposizione oggi, il lavoro si può fare davvero da qualsiasi luogo, anche il più lontano e impervio. Open Sky arriva ovunque, anche nelle zone rurali e, abbattendo il digital divide, permette connessioni e lavori “smart” da remoto.